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Un racconto "piratesco" Parte 2: Il Serpente

Un racconto "piratesco" Parte 2: Il Serpente

Un racconto "piratesco" Parte 2: Il Serpente

PARTE 2: IL SERPENTE

Intanto nei mari più a Nord una sagoma possente baluginava all’orizzonte sotto i raggi del Sole. Scintillii dorati ed una grande sagoma bianca e rossa affioravano tra le onde. Armato di cannocchiale, al nostromo di un piccolo brigantino con il Jolly Roger in cima all’albero maestro, sembrò di scorgere un serpente marino dalla testa rossa e le spire bicrome solcare i flutti lontani. Un attimo, e il pirata vide appena sopra le testa del serpente un lampo ed uno sbuffo di fumo seguiti da un sibilo… poco dopo un colpo di mortaio li mancò di poche spanne. All’istante il brigantino invertì la rotta ed intraprese la fuga.

Quel manipolo di pirati fu il primo a scorgere "Tiamat", la nuovissima ammiraglia delle giubbe blu, pronta a portare il caos nelle acque infestate dai pirati. Nell’antica mitologia babilonese Tiamat era la madre di tutto il cosmo, la dea primordiale degli oceani e delle acque salate. Raffigurata come un serpente marino o un drago, era il simbolo e l'incarnazione del caos primordiale. Il governatore, grande studioso delle civiltà antiche, scelse questo nome per l’imbarcazione di punta della sua flotta, un nome che avrebbe dovuto incutere terrore e rispetto in chiunque pensasse (malauguratamente) di ingaggiare un duello con il veliero.

Tre possenti alberi e 12 vele ingabbiavano i venti che spingevano il vascello, dotato di grande agilità e velocità nonostante la mole dello scafo. Armato di tutto punto da prua a poppa, con cannoni, mortai e bombarde pronte ad affondare quei maledetti filibustieri che insozzavano le acque caraibiche.

Pur essendo una nave progettata per dar battaglia, il governatore pretese che fosse anche riccamente decorata, e quindi il vascello era un fiorire di ornamenti dorati ad intervallare la bicromia rossa e bianca dello scafo. Finalmente pronta al varo la Tiamat fu “benedetta” dal re in persona, ed appena la sua chiglia tocco le acque l’esperto capitano fece rotta verso i caraibi per saggiare la potenza di fuoco dell’ammiraglia e dare un avvertimento chiaro ai filibustieri: niente sarà più come prima, nessuna pirateria sarà facile, tutti saranno puniti dalla dea babilonese…

Amedeo

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